martedì 15 luglio 2014

III Campo di Medi@ttivismo - Una riflessione...


Ho scelto di scrivere questo post a caldo, appena terminato il terzo campo di Medi@ttivismo di Libera. Sono ancora sul treno che mi riporta a casa, ma sento il bisogno di ringraziare tutte le ragazze e i ragazzi che con me hanno affrontato questo bellissimo e entusiasmante percorso. Spero in questi giorni di essere riuscito a trasmettere un briciolo di passione a tutti i partecipanti. Ho imparato moltissimo, e non solo neologismi come "tarellare", dai ragazzi presenti, ma soprattutto, ho ricevuto tantissimo entusiasmo che utilizzerò nei miei prossimi progetti!
Grazie! 

giovedì 10 luglio 2014

Varie ed eventuali....

Fra poche ore parto per il Campo di Mediattivismo di Libera a Isola del Piano (PU) e in questi ultimi giorni sono stato un po' preso dai vari preparativi. Quest'anno il mio workshop sarà molto più lungo ed articolato, in quest'ultimo periodo mi sono concentrato sulla sua costruzione e definizione. Sono certo di un bel risultato e spero in una bella risposta dei ragazzi! Sono sicuro che non mi deluderanno!
In questi giorni di delirio pre-campo sono capitate molte cose, tra cui la morte di un grande artista: Giorgio Faletti. Lo voglio ricordare con questa fotografia che gli ho scattato giusto un annetto fa.
Ciao Giorgio...


martedì 1 luglio 2014

Terzo campo Mediattivismo di Libera



Per il terzo anno sono stato invitato da Libera a tenere un laboratorio di fotografia al campo di mediattivismo. Quest'anno saremo ospiti della Fattoria della Legalità a Isola del Piano (PU) - Castelgagliardo.
Lavorare in mezzo a tanti ragazzi pieni di entusiasmo da una carica enorme. Con Libera sto collaborando da moltissimi anni e ogni volta che c'è la possibilità di fare un'esperienza come questa mi ci butto a capofitto. Mi piace insegnare e mi piace ancor di più portare la mia esperienza a persone che in futuro potranno continuare il mio percorso. Ma soprattutto ne esco molto arricchito. Di valori, di esperienze, di conoscenze e di amicizie. 
Perché è importante fare un campo per mediattivisti? L’epoca in cui viviamo è quella maggiormente influenzata dalla comunicazione. I mass media tradizionali sono oggi affiancati da una rete sempre più inclusiva e capillare. Ogni strumento classico della comunicazione (documentari, libri, foto, articoli, saggi, ecc.) può, oggi, essere prodotto e messo in condivisione su internet consentendo la nascita di molteplici gruppi di interesse. E’ evidente come, questo cambiamento influisca sul modo di fruire le notizie e sui tempi di produzione delle stesse. Oggi la diffusione sempre più ampia di dispositivi (Android, Iphone, ma anche macchine fotografiche videocamere, tablet, ecc.) capaci di produrre comunicazione e l’ampliamento degli strumenti mediante i quali si possono diffondere le informazioni (tutte le piattaforme presenti su internet, con i loro linguaggi, i loro tempi e i loro target di riferimento, senza addentrarci nei social network) trasforma gli utenti da passivi ad attivi. I destinatari del flusso di informazioni oggi possono condividerle, commentarle, utilizzarle per proprie opere intellettuali (citando le fonti), non è richiesta una fruizione passiva e fredda, ma attiva e calda, partecipe. Si moltiplicano quindi le idee, i concetti, le informazioni e le produzioni multimediali atte a raccontare la realtà che stiamo vivendo. Questa fase di grande cambiamento è affidata al puro spontaneismo degli utenti, crescendo e maturando senza punti di riferimento etici e pratici (si pensi al cyberbullismo, ai tanti casi di violazione della privacy ma anche alle tante bufale create e diffuse sulla rete). Non basta quindi avere gli strumenti giusti per produrre e diffondere informazione per trasformare il flusso di notizie in una maggiore consapevolezza e responsabilità.
Lo scopo di questo campo è fornire strumenti etici e tecnici per fare una comunicazione efficace per promuovere il cambiamento è l’obiettivo del campo di mediattivismo. Il campo nasce con l’intento di sopperire a questa lacuna cercando di fornire ai volontari del campo tutti quegli strumenti che possano essere utili nella produzione di notizie fornendo approfondimenti sulle diverse tecniche – web, radio, video, scrittura, grafica, fotografia – attraverso workshop e tavole rotonde. Con questa finalità al campo partecipano, come relatori, esperti nei diversi settori del mondo della comunicazione e del giornalismo, tecnici che indirizzeranno la passione e la voglia di fare informazione dei volontari verso una professionalità etica ed estetica. La presenza di questo tipo di relatori è importante anche per illustrare i punti deboli del sistema tradizionale dell’informazione in Italia. Non si tratta di formare e preparare dei giornalisti ma di fornire a chi vuole produrre un cambiamento sociale o politico gli strumenti giusti per fare comunicazione.
La Fattoria della Legalità è nella fertile terra di Isola del Piano, che è anche il simbolo del "biologico", era stata presa di mira dalla criminalità organizzata ma nel 2006 oltre sei ettari di terreno e due casolari sequestrati sono stati affidati al comune che, grazie anche all'impegno di Libera, oggi, in un territorio dove la mafia c'è ma non si vede, è sorta la "Fattoria della legalità" per creare opportunità di lavoro per i giovani, in particolare nel settore agrobiologico, grazie alla legge 109/96. Nell'estate 2011 la Fattoria ha ospitato il campo di volontariato "Estate Liberi 2011″ con 50 ragazzi provenienti da tutta Italia che hanno sistemati e ripulito il bene, Il campo si è concluso con una grande festa, con la partecipazione di don Luigi Ciotti. Il 23 ottobre 2011 si è svolta una giornata in ricordo di Carlo Spitoni, Sovrintendente della Polizia di Stato che partecipò alle indagini.

venerdì 27 giugno 2014

Question time #2 - Il mio punto di [s]vista


Eccoci al secondo appuntamento con il question time! Le domande che mi sono arrivate sono davvero tantissime. Ho scelto quella di Francesca perché è un quesito che mi pongono molte persone. Francesca mi chiede perché non vado a raccontare storie e situazioni all'estero, magari in scenari di guerra o di "situazioni problematiche".
Per me fare reportage significa principalmente narrare storie che mi interessano, che colpiscono la mia curiosità. È proprio la curiosità il motore principale del mio modo di ricercare le storia da raccontare. Questo non significa però che le storie all'estero non siano interessanti, anzi! Lo sono eccome! Ma qua emerge un altro, importante fattore. Secondo me ci sono validissimo e preparatissimi colleghi che sono in grado di narrare meglio di me quelle storie, soprattutto in maniera più rapida. Io ho bisogno di mesi, se non di anni per poter narrare come voglio la mia storia. Il reportage che sto portando avanti con (e per) Libera sta durando 10 anni. Altri lavori sono durati tre o quattro anni. Il mio intento è quello di "entrare" dentro alla storia, vivere fianco a fianco con i personaggi che vado a fotografare. Non sono in grado in pochi giorni di narrare come corre una situazione. È un mio limite, me ne rendo conto, ma secondo me è proprio un modus operandi ben preciso. Inoltre credo che qua in Italia di storie da raccontare ce ne siano a bizzeffe. E qui inizia un bel pippettone: credo che l'esotico piaccia molto di più e che sia  più facile "vendere" una storia di un paese povero e in guerra piuttosto la realtà italiana.
Con questo non voglio mettere in discussione il bellissimo e soprattutto utilissimo lavoro di seri colleghi che con i loro reportage portano alla luce situazioni problematiche e critiche, ma credo che ce ne siano anche molti che pur di piazzare una fotografia o un reportage venderebbero la propria madre...
Secondo me questa vignetta, trovata nel bellissimo gruppo facebook "Siamo tutti fotografi" sintetizza al meglio il mio pensiero!



Ora avanti alle prossime domande! L'indirizzo è sempre lo stesso: info [at] marcodonatiello.com

lunedì 23 giugno 2014

Infiorata 2014 - Il resoconto

Anche quest'anno ho documentato la bellissima iniziativa della Compagnia di Via Carducci: l'infiorata per il Corpus Domini. Quest'anno ho anche abbinato un workshop dove ho insegnato a realizzare un reportage fotografico dal momento della progettazione all'editing finale. Voglio ringraziare la Compagnia di Via Carducci per l'immenso supporto che ci hanno dato. Grazie!